Il cibo fuori stagione

Frutta e verdura al Pike Market di Seattle

Frutta e verdura al Pike Market di Seattle

L’insostenibile innaturalezza del cibo fuori stagione: “produci, consuma, crepa”

Facendo la spesa diventa sempre più difficile capire cosa è di stagione e cosa non lo è, perché sia al mercato che nella grande distribuzione troviamo contemporaneamente zucchine, carciofi, asparagi e meloni!
Tutto è volutamente confuso e mescolato. Un tempo un ortaggio fuori stagione era ben identificato con un cartellino che lo definiva “primizia”.
Anche il prezzo stesso faceva capire che il prodotto in questione era diverso dallo standard in vendita.
“Produci, consuma, crepa” (cit. CCCP) è una frase della mia gioventù, ma pensandoci bene c’è chi fa del proprio meglio per farci consumare “a palla” a discapito di salute e portafoglio. Posso capire il togliersi ogni tanto uno sfizio, ma se la natura ci fornisce certi alimenti in un dato periodo dell’anno forse un motivo c’è! Dal mio personalissimo punto di vista mangiare pomodori freschi in inverno significa immettere all’interno del proprio organismo un cibo estivo che in qualche modo veicola al tuo corpo un messaggio tipo: “Io nasco in un periodo caldo, sono pieno di liquidi e di sali minerali, farò il possibile per aiutarti a dissipare al meglio il calore del tuo corpo”. Magari poi fuori ci sono 3 gradi e ci si becca un malanno! Rispettare la stagionalità degli alimenti significa farsi proteggere dalla natura con quello che può offrirti di volta in volta.
Il mio non è un pensiero mistico, ma piuttosto terra terra.
Gli ortaggi fuori stagione sono coltivati in serre riscaldate e questo è una forma grave di inquinamento, per non parlare di quando le verdure arrivano dai “paesi caldi” affrontando migliaia di chilometri…
Ok, anche consumare l’ananas, le banane, il cacao, il caffè, etc. equivale a inquinare e a mangiare cibo non autoctono, ma se il consumo di queste è legato a un vero progetto “equo e solidale” ogni tanto si può fare…
Mangiare alimenti non di stagione è veramente un abominio.

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